The road of the good food
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L’idea era di andare
a Tenerife… ma Iberia non è stata
dalla nostra parte quando volevamo prenotare. Per carità, mica
è colpa sua, ma il giorno prima il viaggio costava 300 euro, il
giorno dopo quasi 1000… percui abbiamo declinato l’offerta
irripetibile, essendo a sua volta irripetibile l’ammanco in banca
da colmare al ritorno 
So, let’s start!
Venerdi 20 aprile
Partenza a metà mattinata, dopo il tempo necessario per preparare
le valigie e le cose dell’ultim’ora. Direzione Rimini,
arrivo stimato dal navigatore dopo 3 ore circa |
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(per la cronaca la sua previsione
era di 10 min. prima dell’arrivo effettivo). Rimini, albergo,
rapido cambio di abbigliamento, pranzo a base di gelato e poi spiaggia.
Il leggero venticello che soffiava lungo la spiaggia semideserta non era
proprio ideale, ma tant’è, la voglia di prendere il primo
sole era tanta da sopperire a questo intruso!
Dopo essersi rosolati per un paio d’ore sotto al vento siberiano
 e vista la temperatura sensibilmente sotto i 20 gradi, abbiamo traslocato
in hotel, per i preparativi pre-cena. |
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Aperitivo in centro a Rimini, in Piazza
Cavour, per poi cenare da Bastian
Contrario, poco distante dal centro di Rimini (per essere precisi
sulla via Marecchiese).
Il Bastian Contrario è un’osteria tipica della Romagna: affettati,
piade, pasta fatta in casa, minestre e grigliate miste fanno parte delle
pietanze di questa splendida zona d’Italia. La struttura di una
volta del locale e la gentilezza del personale, ti fa sentire veramente
a tuo agio, tant’è che ti riempi la caraffa di Sangiovese
direttamente dalla botte! 
Ovviamente le nostre bocche hanno fatto l’assaggio di tutto: affettati
con piade, insalata di tonno, cipolla e fagioli, minestre con ceci, minestre
con fagioli e cotiche e dulcis in fundo grigliata di carne.
Rientrare in albergo alle undici di sera non era proprio il caso, per
cui ci siamo diretti a Santarcangelo
di Romagna per sorseggiare un cocktail al caffè
commercio, a mo’ di digestivo. Santarcangelo è un paese
da ammirare, appare immutato nel tempo, sembra di vivere la Romagna di
50-60 anni fa. Se vi capita di andare a Rimini, passate a visitarlo, ne
vale sicuramente la pena!
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Sabato 21 aprile
Il tempo ha preferito andare in vacanza con altre persone, visti i 14°C
di sabato mattina e una foschia densa che la nebbia di Milano gli fa un
baffo 
Cosa si fa… boh! Dove andiamo? Torniamo a Jesolo? Aspettiamo? Andiamo
a San Marino!
Ok, macchina e navigatori impostati per San
Marino. Man mano che ci avviciniamo alla rocca in auto, la nebbia
aumenta, sembra di essere in inverno! Imprecazioni varie, ma ormai si
va avanti. Arriviamo negli ultimi parcheggi sotto alla rocca e…
e c’è il sole! Wow, abbiamo scelto la destinazione giusta!
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Parcheggiamo, e iniziamo la passeggiata
per le strette vie di Castello
di Città di San Marino, fino ad arrivare alla rocca. Gia da
subito si nota la vocazione prettamente turistica del paese, il 90% dei
negozi vende… beh, lasciamo perdere… mentre il restante 10%
è formato da ristoranti e bar.
Assistiamo al cambio di guardia, con tanto di gente che batte le mani…
mah… mancava solo che i gendarmi chiedessero il biglietto per lo
spettacolo. Sembra una piccola Las Vegas!
Visitiamo il museo di Leonardo
da Vinci, forse l’unica cosa interessante e poi ritorno all’auto
per una gita sui colli tra Verucchio,
Santarcangelo e Savignano
sul Rubicone, dove abbiamo fatto tappa piadina per il pranzo, prima
di andar a caricare la macchina di vino  alle Cantine
Spalletti.
Ritorno per Verucchio, vistina veloce al paesetto e poi dormitina in albergo
prima della cena.
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Cena. Pesce, stiamo leggeri.
Si va Al
Granchio, a Miramare. Ci buttiamo giù un piatto di cozze e
vongole per poi finire con delle mazzancolle al sale, probabilmente la
specialità della casa.
Giro di caffè, amari, controamari vari prima di prendere l’auto
con direzione |
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rockisland, locale vicino al bagno 1 costuito sopra ad una palafitta.
Li c’era un concerto dei "The
Williamshow", cover band di Robbie Williams. Pur non essendo
tra i miei artisti preferiti, devo ammettere la bravura del gruppo, veramente
una performance live che non assaporavo da tempo!
Birretta e poi tutti a nanna  |
Domenica 22 aprile
“Nooo nooo! Non è possibile! Foschia anche questa mattina!!!”
Eh già… fortunatamente a mezzogiorno la situazione si è
ribaltata, permettendoci di andare in spiaggia a prendere quel poco sole
che c’era, fino quasi a sera.
Doccia e poi aperitivo a Santarcangelo, in un bel locale che prende il
nome della via: “Don Minzoni 45”. Aperitivo con un sacco di
roba
buona da mangiare, altro che l’aperitivo veneto, pagato gli
stessi soldi per 2 patatine quando va bene! |
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Cena alla Sangiovesa,
rinomato locale che mantiene le tradizioni della vecchia Romagna, da provare
almeno una volta nella vita. La piada viene preparata al momento e servita
ancora calda in tavola, da mangiare assieme ai buonissimi formaggi o alle
alici all’olio extravergine. Ingozzati di cibo fino a scoppiare,
alla fine non abbiamo avuto altra alternativa del ritorno in albergo  |
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Lunedì 23 aprile
valigie, colazione, rientro. The end!
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