A journey to Milan, enjoy the crowd!
Di Andrea (del 27/11/2006 @ 23:07:25, in Fiestas, linkato 1903 volte)
“allora ti aspetto
x la sett prox vero?”
E’ iniziato così, da un sms, il weekend a Milano. Una cara amica
che non sentivo da tempo, mi invita ad andare a trovarla nella sua nuova
dimora nella capitale finanziaria dell’Italia; ha preso casa a 15 min
a piedi dal centro. Silvia, questo il suo nome, vive lì ormai da
6 anni, ci è arrivata per studiare e adesso ci rimane per lavoro.
Accetto con piacere l’invito, vista la solita routine dei weekend, ho
deciso che ogni tanto cambiare fa bene. Ci accordiamo per il week end
del 26 novembre “ perfetto” dice lei, “ comincerò col
farti trovare uno spritz pronto”
Venerdi 24 novembre, primo pomeriggio, recuperiamo il trolley dall’armadio,
ci buttiamo dentro un po’ di vestiti, alleggeriamo la borsa del notebook
ed infine chiedo (o forse è meglio dire ricatto) mio fratello in
modo che mi porti alla stazione a Vicenza, il quale acconsente senza problemi
(beh, non è stata così, ma fa lo stesso  )
Arrivo alla stazione a Vicenza, il treno dovrebbe essere l’eurostar
delle 18.00 per Ginevra. Però siamo in Italia, e ovviamente il
treno è in ritardo: il cartello del binario 3 recita “ geneve
18.00 ritardo 5’ ”
Vabbhè, 5 min su 2 ore non è un problema tantopiù
che non ho un orario preciso da rispettare. Salgo sul treno, presento
la mail al controllore con il codice di prenotazione e, sorpresa sorpesa,
il ferroviere sguaina dalla fodera un palmare + stampante bluetooth, 4
click e stampa la ricevuta. Oooohhh! Son rimasto impressionato. Le ferrovie
così avanzate tecnologicamente! 
Non sono capaci a far arrivare i treni in orario, però la struttura
informatizzata è da numeri 1!. Poi ho pensato un po’… uhm… palmare…
stampante bluetooth… adesso mi collego col mio palmare alla sua stampante
e gli mando in stampa quattro cavolate ehehhe  .
Purtroppo non ci sono riuscito perchè l’uomo si è allontanato
presto dal range di copertura bluetooth… e poi non avevo voglia di rincorrerlo
per tutto il treno.
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| Il viaggio prosegue… decido
che i discorsi della coppia bresciana al mio fianco non mi interessano,
quindi auricolari e facciamo partire un po’ di mp3 dal cellulare; nel
frattempo chiamo la Silvia per il punto di incontro a Milano, ma la copertura
cellulare non è dalla mia parte… fino all’arrivo a Lambrate, dove
il cellulare riprende vita e sento la tipa: “hoi come stai? Dove sei?
…. Stazione prendi la metro, linea gialla per San Donato e scendi a Missori,
uscita corso Italia. Ti aspetto là”. Bene, perfetto faccio
io. Arrivo in stazione centrale a Milano, che, a parte qualche losco individuo,
secondo me è molto bella. Cmq non siamo qui per questo. Trolley
alla mano mi dirigo verso la metro, ticket, linea gialla… San Donato…
ok. Siamo in metro. Controlliamo… Missori… 4 fermate. Bene…. Arrivati.
Scendiamo, guadagnamo la prima uscita (ovviamente quella sbagliata) e…
porc…. PIOVE! Cazz… non ho neanche l’ombrello. Uff.. cerchiamo un riparo…
argh.. unicredit dappertutto qua!... ma nessuna con un po’ di copertura….
Toh l’intesa ha un tettuccio… ok vada per la banca intesa (tiè
direttore, ti ho fatto i corni stavolta ).
Chiamo Silvia, dopo pochi minuti arriva, ci salutiamo e mi fa strada verso
casa sua. Arrivati al portone di casa, ci districhiamo dentro al labirinto
del palazzo, stile Nome della Rosa ma un po’ più piccolo, prima
di arrivare all’uscio. |
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Apre la porta la Simona, coinquilina
di Silvia che assieme a Claudia stanno per ultimare i preparativi per
la festa. Appoggio il trolley e come da messaggio, mi viene offerto il
primo spritz della serata  .
A poco a poco arrivano gli altri invitati, e appena entrati si brindava
subito con lo spritz appena preparato. Finite le due bottiglie d’Aperol
e i 5 litri di vino bianco, |
tra una chiacchera e l’altra,
abbiamo iniziato ad aprire le bottiglie portate dagli invitati. Man mano
che le bottiglie vengono aperte, man mano la capacità di equilibrio
della gente diminuisce (lasciamo stare la capacità di dire una
frase con senso compiuto, persa ancora al 5° spritz), cercando di
compensarla con appoggi improponibili su sedie e muri della casa  |
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Verso le 2, qualcuno ha deciso che forse
è meglio tornare verso casa e un po’ alla volta, tutti se
ne sono andati. Le padrone di casa, di cui io ero ospite, non contente
della festa, hanno deciso che è meglio andare a fare un giretto
fuori, quindi pulita la casa alla meno peggio, raccolte le 10 bottiglie

in un sacchetto per portarle nella spazzatura, ci siamo diretti verso
l’uscio. |
(Per i cuorisi, alla festa eravamo
in 11 persone, quindi una media di 1 litro di vino a testa!). La Simo,
nel mentre che ci dirigiamo verso le colonne Ticinesi, chiama il fidanzato,
incurante del fatto di avere cellulare in una mano e sigaretta + bicchiere
di vino rosso nell’altra. Vabbe, ormai è troppo tardi per
tirare indietro. Via Torino, direzione piazza Duomo, poi piazzale Diaz,
corso Italia e poi ritorno a casetta, dove ci siamo buttati a letto per
le 3.30 circa.
Il mattino successivo ci siamo alzati di buon’ora, alle 12 (nel
senso che l’ora era buona per far colazione  )
caffe, the e biscotti hanno fatto il loro dovere per sistemare un po’
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stomaco messo sotto sforzo la sera
precedente.
La Simo nel frattempo, prepara la valigia e se ne torna a Bergamo, mentre
io e la Silvia ci spariamo un megagirodapaura di Milano centro.
Partenza dalle colonne Ticinesi, poi via Torino, Duomo, Corso Vittorio
Emanuele, piazza della Scala, San Babila, Corso Venezia, via della Spiga |
(praticamente come via Montenapoleone, però pedonabile). STOP.
Fermata cibo, un bel risotto alla Milanese e pizza Capricciosa hanno
calmato i brontolanti stomachi. Caffè marocchino e poi via, quartiere
Brera, Castello Sforzesco, Parco Sempione, via Dante, dove è
in corso una mostra fotografica dei più bei posti dell’Italia,
via degli Orefici, Piazza dei Mercanti e poi di nuovo piazza Duomo.
Non contenti, giretto per il naviglio grande prima di ritornare in Molino
delle armi, ridotti come un calzino usato (ma usato tanto!!!) a riposarci
po', o come dice Silvia, “shalliamo un po”. Prima però abbiamo
fatto tappa in un negozio a prendere un paio di bottiglie per la festa
di questa sera.
Piccolo sonno di mezz’oretta, doccia, cena in casa, un paio di
giri di mirto e poi tram in direzione corso Gallarate per andare ad
una festa privata .
Mi vien da ridere a dire festa privata... più avanti scoprirete
perchè.
Ore 22.30 tram 14 direzione cimitero Monumentale, scendiamo in corrispondenza
di via San Bernardo e ci dirigiamo al condominio della festa.
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Entriamo, ci presentiamo... e ci accorgiamo
che alla festa c’è un po’ di gente: circa 100-150 persone
in... ad occhio 80 metri quadri di appartamento, quindi ci si spostava
con molta facilità 
Ah dimenticavo, la serata è stata organizzata per festeggiare San
Martino, infatti oltre ai fiumi di alcool, c’erano alcuni mandarini
e aranci;
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| quindi, tra un mandarino
e qualche bicchiere di vino, ho conosciuto gente da tutte le parti d’Italia.
Verso le 3 e mezza, probabilmente il resto dei.. uhm... 80-90 condomini,
compresi quelli dei palazzi vicini, hanno deciso che la festa deve finire:
di li a poco arriva la polizia e ci manda tutti a casa. |
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Ovviamente di tram e metro a quell’ora
manco l’ombra, quindi chiediamo un passaggio a degli amici di Silvia,
venuti alla festa da Treviglio. Ora, non so perchè, ma mi sono
trovato seduto nel sedile passeggero anteriore. Giriamo la macchina verso
corso Gallarate e il pilota mi fa: e adesso dove devo andare? E io gli
faccio? E che ne so?! Non son mica di Milano!  .
Il tipo mi guarda un po’ perplesso... guarda la Silvia che continua
a sparar cazzate con gli altri due e con sguardo un po’ sul disperato
mi fa: prendi la cartina sul cruscotto che cerchiamo la strada!
Alla fine, tra cartina e i consigli (che sicuramente era meglio non seguire!
 )
della Silvia, siamo arrivati in via |
Molino delle armi. Parcheggiata l’auto, andiamo su in casa a bere l’ultimo
goccio (eh si, alle 4 e un quarto di mattina ci vuole un po’ di vino!)
dove... complice praticamente TUTTA LA SERATA, saltano fuori discorsi
filosofici assurdi, mentre Silvia e Ruggero discutono di critiche cinematografiche
urlando a squarciagola, incuranti dell'orario e soprattutto del pericolo
condomini vicini!. Mah...!. Ore 5, tutti in branda  |
Domenica mattina, la Milano automobilistica
è praticamente ferma, la gente si dirige a piedi verso i parchi
cittadini, mentre noi, alle 2 del pomeriggio, decidiamo che un capuccino
ed una brioche è un bel punto di partenza per iniziare la giornata.
Giretto per il centro commerciale e poi metro per via della Moscova a
trovare Michele, un’amico di Silvia. Giro di chiacchere del più
e del meno e poi camminata ai giardini pubblici di corso Venezia per sgranchire
un po’ le gambe. Ritorno a piedi con classica vasca milanese tra
San Babila, corso Vittorio Emanuele e Piazza Duomo.
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Ritorno al punto di partenza per corso Italia ed infine Molino delle
armi, dove ci attende un po’ di shallo.
Aperitivo a base di mojito alle 19 in un locale alle colonne, con assaggi
vari di pasta fredda, vari tipi di salumi, formaggi e verdure, insomma
il classico aperitivo milanese che, per risparmiare tempo, prevede la
cena assieme al superalcolico post-cena ,
che, visto il poco tempo a disposizione (alle 21.00 il treno parte in
stazione centrale) va più che bene.
Ultima tappa in via Molino delle Armi, trolley al seguito, corso Italia
con direzione piazza Missori per la metro. Saluto Silvia, mia guida
personale per questo weekend ,
e a malincuore mi dirigo a prendere la metro… completamente deserta
a quell’ora. Pochi minuti dopo, stazione centrale, check del binario
dal tabellone, controllo ritado… 5 min, (e te pareva!), ma visto
che il treno e già li, salgo lo stesso a bordo e mi metto a riposare
un po’.
Arrivo a vicenza per le 23.30 circa, a casa per mezzanotte… giusto
il tempo per disfare la valigia, scaricare le mail e preparare un po’
di cose per il lunedi.
Ah si… oggi è lunedi… lunedi sera… uff…
che palle… sono a casa… qua non c’e’ un cavolo…
se voglio un po’ di vita devo prendere l’auto… uff..
che rottura… mi manca un po’ Milano, il centro, il caos…
stamattina volevo andare in ufficio in metro…. ma non ho trovato
la fermata, sicchè ho preso l’auto, ma non è stata
proprio la stessa cosa… mancavano quelle 10-20 persone a fianco
che trovi sempre quando vai in metro… insomma… la tranquillità
va bene… ma secondo me un po’ di confusione ogni tanto ci
vuole! Ma subito però! 
Un grazie a Silvia e a Simona per l’ospitalità, e un saluto
a tutte le persone che ho conosciuto in questo tranquillo weekend di
confusione, dei cui nomi ricordo solo Pietro, Verena, Claudia.
PS: Silvia aggiungi il resto!!!
ah le foto, stavo per dimentare

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