|
|
Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 15/07/2006

Charlie Chaplin (1889 - 1977) |
"...Sono desolato, ma non voglio
essere imperatore, non mi interessa. Non voglio né conquistare,
né dirigere nessuno. Nella misura del possibile, voglio aiutare
tutti, Ebrei, Cristiani, Pagani, Banchi e Neri. Noi tutti vogliamo aiutarci
vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere
della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità.
Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c'è posto per tutti.
E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti. La vita
può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la
cupidigia ha avvelenato l'animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro
una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso
l'infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocità,
ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno
lasciato nel bisogno.
La nostra sapienza ci ha resi cinici; l'intelligenza duri e spietati.
Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. |
| Più che di macchine abbiamo bisogno
di umanità. Più che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza
e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto
andrà perduto.
L'aereo e la radio ci hanno avvicinati. E' l'intima natura di queste cose
a invocare la bontà dell'uomo, a invocare la fratellanza universale,
l'unità di tutti noi. Anche ora la mia voce raggiunge milioni di
persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati,
vittime di un sistema che costringe l'uomo a torturare e imprigionare
gli innocenti. A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L'infelicità
che ci ha colpito non è che un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza
di coloro che temono la via del progresso umano. L'odio degli uomini passerà,
i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà
al popolo. E finché gli uomini non saranno morti la libertà
non perirà mai. Soldati! Non consegnatevi a questi bruti, che vi
disprezzano, che vi riducono in schiavitù, che irreggimentano la
vostra vita, vi dicono quello che dovete fare, quello che dovete pensare
e sentire!
Che vi istruiscono, vi tengono a dieta, vi trattano come bestie e si servono
di voi come carne da cannone. Non datevi a questi uomini inumani: uomini-macchine
con una macchina al posto del cervello e una macchina al posto del cuore!
Voi non siete delle macchine! Non siete degli schiavi! Siete degli uomini!
Con in cuore l'amore per l'umanità! Non odiate! Odiate solo ciò
che è inumano, ciò che non è fatto d'amore. Soldati!
Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà!
Nel Vangelo di San Luca sta scritto che "il Regno di Dio è
nell'uomo": non in un uomo o in un gruppo di uomini ma in tutti gli
uomini! In voi! Voi, il popolo, voi che avete il potere, il potere di
creare le macchine, il potere di creare la felicità. Voi, il popolo,
voi che avete il potere, il potere di rendere questa vita libera e bella,
di rendere questa vita una magnifica avventura.
E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti.
Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli uomini la possibilità
di lavorare, che dia alla gioventù un futuro e alla vecchiaia una
sicurezza. Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Ma essi
mentono! Non mantengono questa meravigliosa promessa. Né lo faranno
mai! I dittatori liberano se stessi ma riducono il popolo in schiavitù.
Allora, battiamoci per realizzare le loro promesse. Battiamoci per liberare
il mondo, per abbattere le barriere nazionali e quelle della razza, per
eliminare l'ingordigia, l'odio e l'intolleranza. Battiamoci per un mondo
ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla
felicità di tutti. Soldati uniamoci in nome della democrazia! Hannah,
mi senti? Ovunque tu sia, alza gli occhi! Alza gli occhi, Hannah! Le nubi
si disperdono! E torna il sole! Usciamo dalle tenebre alla luce! Entriamo
in un mondo nuovo, un mondo più buono, dove gli uomini saranno
superiori alla loro ingordigia, al loro odio e alla loro brutalità.
Alza gli occhi, Hannah! L'anima dell'uomo ha messo le ali e finalmente
egli comincia a volare. Vola nell'arcobaleno, nella luce della speranza.
Alza gli occhi, Hannah! Alza gli occhi!"
tratto dal film "Il
grande dittatore", di Charlie Chaplin, USA 1940
|
 |
|
Di Andrea (pubblicato @ 19:50:00 in News, linkato 995 volte)
Senza proibizionismi in 30 anni il consumo è
quasi dimezzato
Gli esperti: un "mistero" legato alla cultura mediterranea
Doxa: l'italiano beve meno alcol
ma sono sempre di più a farlo
Veronesi: "Vino e birra sono simbolo del pranzo
in famiglia"
Sulle nicchie d'abuso giovanile l'attenzione deve essere alta
|
 |
ROMA - Gli italiani bevono meno alcol ma cresce il numero
di nostri connazionali che si concedono un bicchierino. A raccontare il
rapporto tra il Belpaese, la birra e il vino è una ricerca della
Doxa e dell'Osservatorio permanente sui giovani e l'alcol, che confronta
il presente con la situazione di trent'anni fa.
|
| Rispetto alla fine degli anni Settanta il consumo di alcol
puro è quasi dimezzato: dai 12,4 litri pro capite del 1977 si è
passati ai 6,9 di oggi. E questo senza proibizionismi o divieti: un vero
e proprio "mistero italiano", dicono gli esperti.
Spiegabile solo ripercorrendo le caratteristiche della dieta e della cultura
del Mediterraneo. Rispetto ai paesi del Nord, il Mezzogiorno d'Europa
coltiva da sempre la tradizione del vino, simbolo di socializzazione.
"Bere vino è quasi un rituale nelle nostre famiglie - spiega Umberto
Veronesi, presidente dell'Osservatorio - e, come tutti i rituali, rafforza
la fiducia nella comunità". Anche la birra "riveste un ruolo diverso
da quello dei superalcolici", continua l'ex ministro della salute: si
beve mentre si mangia e in compagnia, e non va dimenticato "il suo basso
tenore alcolico".
Gli italiani insomma sembrano bere con maggiore responsabilità
ma - va aggiunto - i bevitori sono aumentati. Oggi infatti l'81 per cento
di chi ha più di 13 anni beve alcolici: nel 1993 era il 74 per
cento. In particolare, due italiani su tre (il 67 per cento) si definiscono
"consumatori regolari", mentre è "occasionale" l'uso di alcol per
13,4 per cento. Il primato del "bicchierino" è saldo nelle mani
dei maschi, anche se sono in aumento i drink al femminile.
Tre bicchieri di vino: questa, in media, la quantità di alcol giornaliera.
Un risultato in linea con i valori indicati come "normali" dall'Oms, Organizzazione
mondiale per la salute. Ma non di solo vino si vive: la birra contende
infatti lo scettro al prodotto delle cantine, soprattutto tra i ragazzi.
Da non sottovalutare che tra i più giovani, ricorda l'Osservatorio,
esistono "nicchie di abuso". Dopo il primo contatto con il vino, che in
media avviene in famiglia a 14 anni, o con i superalcolici (verso i 16
anni) non pochi adolescenti si abituano alle sbronze. Uno su venti (il
5 per cento) si ubriaca una volta al mese. Ma crescendo il rapporto con
l'alcol sembra ritrovare l'equilibrio: la ricerca parla di "carriere di
consumo virtuose". Vale a dire che in molti, dopo gli eccessi giovanili,
cominciano a bere meno ma meglio, durante i pasti per esempio.
Deve restare alta l'attenzione sulla guida in stato d'ebrezza (ammessa
dal 17,6 per cento), anche se va notato che il rapporto degli italiani
con l'alcol viene vissuto in modo molto rilassato. Per l'83 per cento
ritiene che "bere uno o due bicchieri di vino o di birra a pasto è
una cosa normale" e secondo il 71 per cento "ubriacarsi una volta ogni
tanto non è grave, purché non diventi un'abitudine".
www.repubblica.it - 5 luglio 2006 |
Fotografie del 15/07/2006
Nessuna fotografia trovata.
|
Ci sono 14 persone collegate
|
<
|
luglio 2006
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | | | | 1 |
2 |
3 |
|
|
6 |
7 |
8 |
|
10 |
|
12 |
13 |
14 |
|
16 |
17 |
18 |
19 |
|
21 |
22 |
|
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
|
|
31 |
|
|
|
|
|
|
16/02/2026 @ 17:17:11
script eseguito in 71 ms
|